Le più antiche esposizioni della Cabala che si conoscano sono quelle contenute nel Sefer Jetzira ( o libro della Creazione ) attribuito generalmente al rabbir Akiba.

Si divide in due parti,la prima- le trentadue vie della saggezza – ha lo scopo di descrivere l’Essere in sé,ossia di dimostrare come l’Essere virtualmente illimitato passa allo stato di essere limitato concreto ; la seconda descrive gli sviluppi dell’Essere al di fuori di se stesso,che vengono ulteriormente descritti nel Sefer ha_Zohar ( o Libro dello Splendore ,raccolta di 19 opere di titolo,epoca e autore diversi ,tutti scritti in aramaico).

I cabalisti ritenevano che la dottrina fosse contenuta allegoricamente nella Bibbia ( specialmente nei primi capitoli della Genesi : nella Visione di Ezechiele e nel Cantico dei Cantici) e che fosse possibile esplicarla attribuendo un senso esoterico e divino non ad ogni parola,ma ai singoli segni alfabetici rappresentanti appunto una lettera e un numero.Particolare importanza inoltre viene nella Cabala data alle Parole Sacre e ai Nomi Divini,ai quali vengono attribuiti dei poteri che divengono operativi mediante la loro corretta pronunzia; credenza questa che era del resto condivisa da tutte le antiche tradizioni e in particolar modo dalle correnti filosofiche dell’Oriente ove il Suono (= Verbo ),è ancor oggi considerato come un aspetto stesso della Divinità.

Il pensiero filosofico-religioso contenuto nella Cabala esercitò nei vari secoli della storia un notevole influsso nello spirito umano ed ebbe cultori in personaggi come Filone,Avicenna,Raimondo Lullo, Pico della Mirandola,Paracelso,Reuchilin e moltissimi altri ancora. E, come dall’Oriente Asiatico sono derivate le dottrine cabalistiche,all’Egitto e alla Tradizione ermetica (= di Hèrmes Trimegisto o Thoth,il fondatore tradizionale dei Misteri Egizi) si fa risalire l’Alchimia ( termine arabo inteso ad indicare la sostanza unica di cui è fatta tutta la manifestazione) di coloro che amarono designare se stessi con l’appellativo di “veri filosofi”.

Il senso comune dell’aggettivo “ermetico” può darci un’idea della “segretezza” con cui gli Alchimisti celarono la vera natura dei loro misteriosi lavori. Non deve perciò meravigliarci se la maggior parte della gente abbia sempre ritenuto che il loro principale obiettivo fosse quello di arricchirsi mediante la fabbricazione artificiale dell’Oro a mezzo della “pietra filosofale”,che avrebbe avuto il potere di trasformare il piombo in oro,oltre a prolungare la durata della loro esistenza,liberandoli da qualsiasi infermità corporale mediante un’elixir contenente una miracolosa “panacea”.

Dai vari autori viene fatto derivare il termine Alchimia in modo differenziato Al e Chemi, fuoco,o il Dio o Patriarca Kham; Ul-Kemi, cioè chimica della natura ; Kem,la nera terra d’Egitto bagnata dal Nilo e anche l’arabo al-Kimiya derivante a sua volta dal greco chemia che significa letteralmente mescolare,e anche chemeia (da chumus = succo e linfa)cioè sugo estratto dai vegetali. Sintetizzando i vari significati, direi che il termine Alchimia comprende l’insieme delle speculazioni e dei vari tentativi che-attraverso lo studio delle trasformazioni della “sostanza”,basate sull’assunto aristotelico dell’unica materia – mirava a trasformare i metalli mediante la Pietra Filosofale e a perfezionarli,e in particolar modo la materia umana onde renderla incorruttibile a mezzo dell’elixir di lunga vita e della panacea dell’eterna giovinezza. In pratica l’Alchimia tratta delle forme più sottili della Natura e delle diverse condizioni in cui esse operano,ma sotto il velo di un linguaggio astruso si voleva comunicare ai non iniziati quella porzione di “Mysterium Magnum” che può darsi in mano ad una massa ignorante ed egoista senza rischi , e che tuttavia può indurre i più maturi alla ricerca.  Il più antico trattato di alchimia che è pervenuto sino a noi è quello di Zòsimo,che visse nel quarto sec., a cui fa seguito quello di Enea Gaseus del 480 d.C.,e successivamente tanti altri, tutti coincidono sul porre come principio l’esistenza di un certo “dissolvente universale”,a mezzo del quale i corpi compositi si risolvono nella sostanza omogenea della quale furono prodotti, sostanza a cui si da simbolicamente il nome di “oro puro” come materia somma Questo dissolvente,detto anche “mestruo universale” possiede la virtù di espellere dal corpo umano ogni germe di disarmonia o corruzione,prolungando in tal modo indefinitivamente la vita e a mantenere la giovinezza.

Ora l’alchimia può essere considerata sotto tre differenti aspetti,ognuno suscettibile di diversificate interpretazioni: il cosmico, l’umano ed il terrestre. Si tratta di tre metodi , rappresentati rispettivamente dalle tre seguenti proprietà alchemiche : zolfo,mercurio e sale. I vari autori parlano ciascuno sia di tre , che di sette,che di dieci ,e perfino di dodici operazioni,anche se poi tutti sono concordi nell’affermare che uno solo è il fine,cioè quello di trasmutare in “oro puro” qualsiasi “metallo vile “.Ma quel si intende lì per “oro” pochi sanno; eppure tutti possono constatare che in natura effettivamente esiste (nelle viscere della terra) una lenta ma irrefrenabile maturazione dei metalli che li porta tutti alla fine alla loro perfezione o compimento : l’ oro. Però questo è solo un aspetto dell’Alchimia,cioè quello terrestre o materiale,quella appunto che si svolge nelle viscere della terra a fronte della quale si hanno a livello umano procedimenti psichici e spirituali.   E’così che l’alchimista ,il quale riesce a cogliere il senso vero della trasmutazione dei metalli,non tiene in nessun conto l’oro delle miniere e pone tutta la sua attenzione,concentrando tutti i suoi sforzi e aspirazioni ,nella trasmutazione del suo qua… io inferiore nella divina sua trinità superiore onde alla fine si fondano in una sola Unità completa e perfetta. I piani spirituali ( mentale,psichico e fisico) dell’umana esistenza sono in Alchimia paragonati ai quattro elementi (fuoco,aria,acqua e terra) ed ognuno di essi è suscettibile di una triplice costituzione : fissa,variabile e volatile. Purtroppo ben poco conosciamo circa l’origine di questo ramo arcaico della filosofia ,ma non v’è dubbio che essa sia anteriore a qualsiasi mitologia nota in quanto si ricollega con le forze personificate della natura stessa.  Secondo la tradizione esoterica il vero segreto della trasmutazione ( sul piano fisico) era conosciuto sin dalla più remota antichità,e sarebbe andato perduto prima del sorgere del cosiddetto periodo storico.  L’alchimia fu introdotta in Europa per a prima volta da Geber,il grande saggio e Filosofo arabo nell’ottavo secolo; ciononostante risulta che essa era conosciuta e praticata già molti secoli prima in Cina,in India e in Egitto.Numerosi papiri e vari antichissimi manoscritti- che sono stati esaminati e conservati con il termine generico di “ermetismo “ – dimostrano che era lo studio preferito dei Sacerdoti e dei Re. Circondata di mistero coltivata da Saggi illuminati e da ciarlatani illusi,l’Alchimia è la progenitrice della moderna chimica,basata sull’assioma ermetico che nell’universo non esiste che un solo ed unico elemento essenziale.  In effetti l’alchimia è l’Arte secondo cui tutte le cose composite non soltanto possono essere scomposte e ricomposte (come si fa appunto nei laboratori della chimica) ma possono altresì cambiare la loro natura per elevarsi ad un livello di natura superiore,come pure di cambiarne una in un’altra.  Infatti tutte le cose esistenti hanno una triplice natura, di cui la loro forma apparente o materiale obiettiva è soltanto la manifestazione o espressione inferiore. V’è così,ad esempio,u dell’uon oro spirituale,non materiale ; un oro astrale ,etereo-fluido e invisibile; e un oro terrestre,solido e visibile.  I due primi,per così dire,sono lo spirito e l’anima del terzo(l’ultimo); cosicchè impiegando i poteri spirituali dell’anima possiamo produrre cambiamenti per creare le condizioni onde quelli possano manifestarsi allo stato visibile e materiale.   In realtà certe condizioni esteriori possono aiutare i poteri dell’anima e dello spirito a rendersi immanenti ; e senza questi ogni manipolazione diverrà inutile. In ragione della triplice natura dell’esistente,l’alchimia appunto può essere studiata e praticata a tre stadi diversi : nel suo aspetto superiore,essa persegue la rigenerazione dell’uomo/spirito,a mezzo della purificazione della mente e della volontà e della dignificazione di tutte le facoltà umane; nel suo aspetto più basso tratta delle sostanze fisiche,ove –abbandonando il regno dell’anima vivente – si discende alla materia morta sicchè l’arte alchimica diviene scienza chimica.   La vera alchimia insomma è l’esercizio del magico potere della libera volontà spirituale dell’uomo e proprio a causa di ciò non può essere praticata che da coloro che sono rinati in spirito. Sono moltissimi ad accusare gli alchimisti da impostori e ciarlatani, e sicuramente ve ne sono stati in ogni epoca,ma in verità in quei casi non si trattava né si tratta di alchimisti autentici,ma dei cosiddetti “soffiatori”;è però certo che uomini come Bacone,Agrippa,Kunrath – tanto per citarli alcuni – non possono essere considerati ciarlatani se si considera quello che hanno rappresentato nella storia dell’umanità.  Vero è, lo ripetiamo, che i procedimenti alchimici possono essere utilizzati con esito positivo soltanto da chi è alchimista per vocazione o per sua maturazione spirituale.

I MASSONI – quale che sia il loro grado – non possono fare a meno di identificare nella mistica “lapis philosophorum” degli Alchimisti una particolare qualità,uno stato di purezza, affinamento e perfezionamento della loro Pietra Grezza, il cui sgrossamento e livellamento è il loro principale impegno. Se poi ci soffermiamo a considerare il simbolico “segreto” in cui si svolgono i lavori massonici per celarli allo sguardo dei profani,non può certo sfuggirci che, al di là dell’aspetto materiale e simbolico,i veri sforzi e l’aspirazione di tutti gli autentici alchimisti erano e sono tuttora finalizzati verso obiettivi essenzialmente spirituali. Di fatto la “Pietra Filosofale” non è altro che la conoscenza della verità (=la Gnosi perenne) che da sempre ha esercitato un’influenza trasmutatoria e nobilitante sulla mente di chi la contempla e di conseguenza si ristruttura “a sua immagine e somiglianza”.

E soltanto a mezzo di questa conoscenza che è “realizzazione spirituale” possiamo realmente convertire le imperfezioni,le passioni e le qualità meno nobili e inveterate dell’uomo in quella perfezione ideale ,di cui l’oro è il simbolo più adeguato

In quest’ottica è relativamente facile comprendere perché gli alchimisti usavano un linguaggio così misterioso riferendosi ai loro lavori, e come fosse proprio la stessa personalità umana l’atanor – mantenuto al calore costante di una fiamma durevole – in cui si svolgevano tutte le operazioni della loro Arte. E’ dunque la Grande Opera degli Alchimisti,che i veri MASSONI perseguono nei loro simbolici lavori,a mostrarci con sufficiente evidenza una identica finalità comune a tutte le Scuole Iniziatiche – sia nel senso mistico di realizzazione individuale come in una giusta e illuminata azione sociale- che ha comunque per scopo il miglioramento,l’elevazione e il progresso di ogni uomo e di conseguenza della umanità tutta. Le tradizioni ermetiche orientali trovarono in Occidente anche altri canali per esprimersi e manifestarsi durante il Medio Evo e all’inizio della Era moderna nelle varie Fratellanze ed Ordini mistici e segreti – anche se apparentemente con diversificate finalità esteriori- che sorsero un po’ ovunque , e tutte ricollegatesi intimamente con la Tradizione Iniziatica Una ,in quanto tra loro legate da un identico orientamento di base ed unico fine ideale.

Tra questi movimenti i due più conosciuti e che più hanno influenzato la MASSONERIA- oltre agli Alchimisti di cui si è fin qui parlato -

.sono senza alcun dubbio l’Ordine del Tempio, che ebbe il suo apogeo nel secolo XIII°, e la Fraternità Rosacroce,la quale influenzò tutte le varie correnti iniziatiche ,in modo particolare nel secolo XVII°. L’Ordine del TEMPIO nacque dalle crociate e dal contatto che si stabilì,durante il loro svolgersi,tra i cavalieri venuti dall’Occidente e le comunità mistiche orientali,depositarie delle tradizioni esoteriche di quelle popolazioni.

Come Ordine fu fondato nel 1118 da due cavalieri francesi,Ugo de Payns e Goffredo di St.Omero con lo scopo precipuo di attendere alla protezione dei pellegrini in Terrasanta contro gli eventuali attacchi degli infedeli. Ad essi ben presto si aggiunsero altri cavalieri come loro votati a Dio e preoccupati del bene della Chiesa. Inizialmente essi erano solo nove e, avendo deciso di vivere in comune,presero il nome di “Poveri Cavalieri del Cristo” adottando le regole di Sant’Agostino,ossia le norme dei regolari canonici. Essi pronunciavano i tre voti ordinari nelle mani del Patriarca di Gerusalemme e con un quarto si impegnavano a difendere i pellegrini nelle persone e nei beni,il che li distinguerà da allora dagli altri Ospitalieri,votati esclusivamente all’assistenza dei poveri e dei malati.

Dal 1128,a reclutamento effettuato in brevissimo tempo,il loro numero era cresciuto a dismisura,sicchè il Re e il Patriarca di Gerusalemme –presi da ammirazione per questi nobili uomini (cavalieri) che avevao abbandonato ogni cosa per il Cristo – fecero a gara ad offrire loro proprietà e benefi ci.E poiché essi non avevano chiesa o dimora che loro appartenesse, il Re li alloggiò nel suo palazzo vicino al Tempio di Salomone per cui essi cambiarono la propria denominazione in quella di “ Cavalieri del Tempio “: Ugo de Payns,il loro Gran Maestro,era stato discepolo di San Bernardo, col quale era rimasto in contatto epistolare,e fu lui appunto a rivolgere pressanti istanze al Pontefice, che decise di riunire il famoso Concilio di Troyes,che rese ufficiale la loro posizione. Così l’Ordine dei Poveri Cavalieri del Cristo divenne il ricco e temuto Ordine del Tempio.Nel 1148 il Papa,unitamente ai tanti privilegi ed onori loro accordati già,assegnò loro come segno distintivo un mantello bianco con sopra cucita ,all’altezza del cuore,una croce vermiglia. Intanto l’Ordine religioso-cavalleresco del Tempio,essendosi ormai ingrandito ed arricchito in seguito alle tante donazioni e lasciti,era giunto a possedere tutta una serie di fortezze in Palestina; e grazie alla loro forza politica e militare,i Templari finirono per diventare i banchieri dei pellegrini.Anzi una banca privilegiata,molto più indipendente degli stessi poteri temporali,in quanto facevano capo unicamente al Pontefice.

Era avvenuto così che, spentasi a poco a poco l’originaria ispirazione religiosa,l’Ordine finì per trasformarsi addirittura in una potenza economico-politica attivamente inserita nelle lotte feudali e talvolta con i Sovrani. Quando i cristiani dovettero abbandonare la Terrasanta,i Templari ripiegarono su Cipro; delle loro numerose sedi o Templi, in Occidente particolarmente imponente divenne alla fine del XIII° secolo il Tempio di Parigi,cui lo stesso Re di Francia faceva costantemente ricorso per prestiti in denaro. Fu appunto il Re di Francia Filippo il Bello,che nel 1307 –nell’intento di impadronirsi delle ricchezze dell’Ordine - decise di distruggerlo per cui indusse l’allora Papa Clemente V° a iniziare un’inchiesta sui suoi membri accusandoli di crimini infamanti ; e poi ,senza attendere la decisione del Pontefice, fece arrestare di sorpresa 138 templari il 13 Ottobre di quell’anno. Con il concorso dell’Inquisizione questi furono interrogati e costretti ,sotto tortura,a confessare di praticare il culto di un idolo denominato Baphomet,di sputare sul Crocefisso nei riti di ammissione all’Ordine, di avere l’obbligo di praticare la sodomia,ecc. Papa Clemente dopo aver protestato per l’irregolarità del processo ,finì per cedere alle pressioni del Re e il 3 apirle 1312, con la Bolla “ Vox in excelso “, soppresse l’Ordine e nel novembre dello stesso anno affidò il nuovo processo ad un Tribunale presieduto da tre Cardinali,il quale condannò i Templari alla prigione perpetua. Ma, poiché il Gran Maestro di allora dell’Ordine (Giacomo de Moley) e cavalieri protestavano,ritrattando le confessioni rese in precedenza,furono tutti condannati al rogo nel maggio 1314,ma non per i crimini non provati bensì come “relapsi”. I beni dei Templari furono devoluti agli Ospitalieri,ma Filippo il Bello si impadronì dei beni mobiliari,cedendo agli Ospitalieri gli immobili solo dopo averne ricavato il massimo guadagno. Davanti alla Cattedrale di Notre Dame de Paris fu quindi portato a termine l’infame patto tra potere temporale e potere spirituale con l’atroce e barbaro rogo dei Templari.

Anche il movimento filosofico,conosciuto col nome di “ Fraternitas Rosae Crucis “ ebbe origine dal contatto dell’Occidente con l’Oriente e con le tradizioni esoteriche che laggiù avevano potuto conservarsi più liberamente e quindi più fedelmente. Il nome di “ Rosa Croce “ fu dato per la prima volta ai discepoli di un saggio Adepto chiamato Cristian Rosenkreuz che visse in Germania nella seconda metà del quattordicesimo secolo e che -avendo viaggiato già molto giovane a lungo attraverso la Turchia,l’Arabia, e l’Egitto – aveva ricevuto la rivelazione di molti importanti segreti e conoscenze, che portò con sé in Germania ove fondò la Fraternità destinata a riformare l’Europa.

La storia dell’ Ordine dei R+C è narrata in quel misterioso libello “ Fama Fraternitatis “ diffuso prima (1614-15) nei paesi tedeschi e poi tradotto in tutti gli idiomi del mondo. Dopo la sua morte ,il mistico fondatore dell’Ordine fu sepolto segretamente in una tomba preparata espressamente per lui,tanto che avrebbe dovuta rimanere sconosciuta agli stessi membri della Fraternità,finchè fu casualmente scoperta ; e sul frontone del sepolcro si potè allora leggere questa iscrizione : “ POST CXX ANNOS PATEBO “. Questa storia, assieme ai segreti e alle meraviglie che si trovarono nella tomba,è evidentemente simbolica, propria della tradizione iniziatica,impersonata qui appunto da Cristian Rosenkreuz,il quale venne dall’Oriente all’Occidente ; e si è conservata gelosamente nella sua tomba “ermetica” ove sempre la cercano e la trovano i veri suoi seguaci (emuli),ovverosia i fedeli ricercatori della “Verità “.

Con riferimento all’influsso che questi due movimenti hanno avuto sulla costituzione della Libera Massoneria,è inconfutabile che non solo molte tradizioni templari e rosacrociane vi trovano il loro evidente punto di incontro,tanto da designare alcuni gradi dell’iniziazione massonica ,ma che il nostro sodalizio divenne all’origine sua il fedele interprete e l’erede legittimo delle loro finalità ideali. E come la Grande Opera costituisce l’obiettivo delle varie tendenze (ermetiche-templari-rosacroce e degli autentici “ Filosofi “ che in ogni tempo e sotto ogni cielo hanno fraternizzato con i Massoni ) così dalla loro Comunione spirituale è nata la Massoneria Moderna.

E’ del resto noto nell’ambito iniziatico come, fino ad alcuni decenni fa,la Società Rosicruciana in Anglia fosse riconosciuta come Ordine Massonico,che aveva adottato la qualifica di “Membro esterno “ della Libera Massoneria mondiale; e come la “ Chabrath Zereh Aur Bokher ( o Ordine della Golden Down) fosse uno schema completo di Iniziazione della Cabala e nella Magia Superiore di tipo occidentale,o ermetico, la quale può essere considerata una discendenza diretta della Fraternità dei Rosacroce nel Medio Evo,che a sua volta discendeva dai misteriosi Egizi.

Possiamo dunque considerare queste Fratellanze e movimenti come una specie di anima multiforme dello Spirito Uno della Tradizione Universale , che si è trasmessa senza alcuna interruzione sino a noi , dagli Antichi Misteri. Così per quel che si riferisce al suo” spirito iniziatico”,come pure alla “tradizione “ che ne è l’anima ( e di cui è l’erede e la continuatrice),l’origine della nostra Istituzione non potrebbe essere più gloriosa,essendo noi Massoni gli eredi degli antichi Re – Sacerdoti ( che hanno il loro simbolo più appropriato in Melchisedek e Salomone) e dei Grandi Iniziati di tutti i tempi.

A cura di Soter Magister

Siamo grati ai F:. dell’Accademia di Studi Gnostici per la collaborazione che costantemente offrono alla maggiore conoscenza della vita ed alla elevazione delle coscienze.

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 LE ORIGINI DELLA MASSONERIA  (2° parte )

Le antiche Tradizioni Orientali ed ermetiche trovano nella Cabala e nell’Alchimia due correnti chenon furono certamente estranee al sorgere della Moderna Massoneria.La Cabala (dallo ebraico qabbalah) rappresenta la Tradizione Sacra degli Ebrei che si riallaccia alle antiche tradizioni caldea,egizia e orientale.Si tratta di una dottrina esoterica su Dio e lo Universo,basata appunto su un’antichissima rivelazione,trasmessa attraverso una ininterrotta schiera di Iniziati ( da bocca ad orecchio).
La Cabala ( nel senso dottrinale esoterico si trova scritto anche Kabbala) fu uno dei risultati del travaglio religioso e morale degli Ebrei durante i due secoli che precedettero l’avvento del Cristianesimo e prese vera forma sistematica verso il XIV° secolo.
La dottrina cui non sono da escludersi influenze delle scuole neopitagoriche a sfondo panteistico,si può così sintetizzare : tutto ciò che siamo,tutto quel che ci circonda è il risultato di un grande processo in cui si manifesta Dio stesso. Per quanto di per sé inaccessibile allo spirito umano ,Dio si rivela attraverso le Sefirot ( o emanazioni) quali la bellezza,il potere,lo splendore , la giustizia ,ecc-. L’anima, che preesiste alla nascita dell’uomo,è composta di due elementi – il maschile e il femminile – e questi elementi ,che sulla terra sono innaturalmente separati, cercano di ritrovarsi per potersi ricongiungere e ricostituire l’Unità originaria.In tale incessante ricerca essi trasmigrano di corpo in corpo; e solo quando tutte le anime avranno compiuto il loro pellegrinaggio terrestre,scenderà il Messia (“ colui che viene nel nome del Signore”) per dare l’avvio ad un’Era di felicità (= il Regno dei cieli sulla terra ). E’ uno studio basato essenzialmente sul valore mistico e magico dei numeri e delle lettere dell’alfabeto ebraico,in rapporto con i principi numerici e geometrici, che racchiudono in sé molti altri significati metafisici e spirituali ,da cui si evidenzia l’intimo collegamento e l’unità di tutte le Religioni.  Alcuni critici moderni rifiutano di riconoscere l’antichità delle correnti cabalistiche presso gli Ebrei,ma generalmente è ammessa la sua esistenza sin dalla cattività loro in Babilonia,che la ricollegherebbe alle dottrine dei Magi caldei.