COMMENTO DI UN ISCRITTO PDI
post-elettorale

Caro Segretario Bersani,
i tuoi interventi post-elettorali < e quelli di tanti altri dirigenti nazionali > mi obbligano a riconoscere quanto la politica “ del fallimentare triunvirato”, per la sua atipica alleanza con le più retrive forze berlusconiane e non, abbia prodotto una falsa vittoria elettorale delle amministrative generando le condizioni di scarsa capacità penetrativa tra la società civile, i giovani, i lavoratori, le donne , i nostri stessi iscritti.
La politica “dell’inciucio” tra noi ed un pdl, egemonizzato dal peggiore doroteismo che io ricorda , ha dato luogo ad una nostra < vittoria di Pirro> facendoci allontanare dalla realtà e le esigenze emergenti dai cambiamenti di una società in fortissima dinamica lasciando inalterato il vecchio modo di concepire la politica che diciamo di voler cambiare.
Nell’indicare i titoli delle riforme, delle quali parliamo da tempo, siamo costretti a constatare che nessuna modificazione di struttura è seriamente intervenuta mentre si sono moltiplicate quelle contraddizioni che hanno reso e rendono impossibile o limitata l’azione riformatrice che la base del partito ti chiedeva di attuare.
Ampi varchi di sfiducia , anche dopo le elezioni, continuano ad aprirsi tra le forze sociali che, da noi ,si aspettavano una vera politica di cambiamento mentre abbiamo permesso, ancora una volta, che si introducesse un’ ampia manovra di carattere conservatore e reazionario fino a far intravvedere una possibilità di riaffermazione di un nuovo berlusconismo.
L’esperienza del governo Monti ha messo in evidenza i limiti intrinseci di questa formula “ trinaria”, la sua insuperabile povertà di idee e di iniziative davanti ai problemi della società italiana conducendoci all’unico risultato dell’affermazione di una “ politica del collasso “. Chi si attendeva una riconquistata stabilità politica, legalità e ripresa economica ne rimane deluso ! L’ipotesi non dichiarata ma perseguita seconda la quale una futura “ base “ politica possa essere l’intesa tra una parte – molti non ci staranno - di questo centro-sinistra ed un “altelenante” centrismo con la eventuale aggregazione emarginante della sinistra e dei movimenti della società civile, compreso il M5S, -- che avete pensato di penalizzare attraverso l’approvazione di una legge sul “vergognoso”,”umiliante”, “blasfemo” “ARRICCHIMENTO” dei partiti di potere -- sarà la via per ripetere in tempi brevi la più bruciante, pesante sconfitta della politica.
Occorre che da subito vi affrettiate a sconfessare pubblicamente e con chiarezza taluno schematismi di deformata logica politica. Le nuove alleanze che la base del partito chiede dovrà ricercarsi da subito attraverso una precisa e chiara – da tutti comprensibile – linea politico-programmatica all’esterno, una dialettica convergenza con le forze sindacali ed un confronto costruttivo con i Movimenti espressione della società civile, una linea portante di tutto il suo potenziale riformista che ne esalti la vitalità per superare le remore doromoderate anzicchè ridurre le forze innovative con contrapposizioni concorrenziali tra noi , la sinistra, i movimenti le forze laiche avanzate.
Dobbiamo intenderci se operare su impostazioni positive e concrete lontane dai nominalismi vuoti e dalle astrattezze senza costrutto o proseguire in azioni dilatorie che bruciano le speranze!
Lo sforzo che un “ partito giovane e nuovo “ deve saper compiere per modificare le strutture e l’assetto dello Stato e della società italiana ha bisogno di un chiaro, trasparente, leale, comprensibile a tutti disegno politico.
Non può manifestarsi ancora una “ragione di potere” di un gruppo dominante, è la strada che l’attuale “triade” sta silenziosamente perseguendo anche attraverso l’approvazione - o la finta volontà di approvazione - della legge elettorale, ma dovrà, se crediamo ad un vero rinnovamento della politica,essere la volontà di compiere ogni sforzo perché la partita decisiva per la democrazia in Italia non sia la prosecuzione della dispersione delle forze valide per vincerla.
Non penso che il nostro Partito, mercè un suo gruppo dirigente inamovibile e chiuso alla meritocrazia giovanile politica, possa pensare di riproporsi al governo del Paese come gestione di un compromesso scadente, al quale tanti come me sarebbero costretti all’astensione elettorale , al governo pensiamo di poter esserci ma solo come protagonisti e corresponsabili , senza la presunzione del “ premierato “ nello stabilire l’indirizzo e gli impegni della lotta democratica.
Queste mie riflessioni avrei voluto poterle esprimere, almeno, nei dibattiti sezionali del partito ma .. non sembra essere possibile !

Sergio Scarpino