L’egoismo individuale,residuo post-moderno della fame atavica ,si fa particolare,,regionale; e via con la Padania, nuova “utopia” (negativa purtroppo).

Poi c’è ( e non poteva mancare ) la Chiesa o meglio il cattolicismo “oltremontano “ ed antimodernista. Negli anni Ottanta – grazie al nuovo pontificato – si è rifatta forte una tale narrativa. L’idea è quella abbastanza antica di un cattolicesimo populista e reazionario,capace di mobilitazione delle masse. La chiesa allora si allea alla televisione,le sue adunanze sono “oceaniche”,con masse e masse adoranti attorno a sé,e si rifà carismatica. Il personalismo(non quello di Mounier,ahinoi) e l’autoritarismo da sempre legati alla figura del papa,il “papismo” potremmo dire,si nutrono ora di una personalità forte come quella del pontefice polacco. Sono allora i Focolarini,l’Opus Dei,i Legionari di Cristo,la novità d i questa chiesa, e non i Gesuiti del Salvador, o la “teologia della liberazione “, Leonardo Boff. Questa temperie è particolarmente favorevole al cattolicesimo antiliberale italiano,sopravvissuto (ed epidermicamente ostile) al Concilio Vaticano Secondo e ben protetto per decenni da certa DC. Ora questa corrente s’indipendentizza, si manifesta anch’essa senza scrupoli e complessi. “ Comunione e Liberazione ne è l’asse portante. Qui quello che si esprime è una sorte di togliattismo di ritorno: ciò che importa è stare nei gangli del potere,sedersi ai tavoli dove si decide ciò che si decide e più non dimandare, nei consigli di amministrazione,nei senati accademici,nelle redazioni di quotidiani e telegiornali. L’importante è l’ “egemonia “, e questa si ottiene anche con le raccomandazioni, col clientelismo, con la spartizione dei posti di potere,con le cattedre all’università e i posti di primario negli ospedali, e legando a sé ancora col posto una massa di nuovi clienti. E’ quello che si riesce a fare in Lombardia,per esempio. Ci si può anche sedere a trattare con il diavolo,se questo ci permette di sabotare la legge sull’aborto, di non legalizzare le convivenze di fatto, di attaccare madonne e crocifissi a volontà negli uffici pubblici, d’invalidare il testamento biologico.

Ed in verità il diavolo o meglio il gran Lider,quello che la destra aspetta da cinquant’anni,quello che ce l’ha duro e lo sbatte sul tavolo, e grida e minaccia e dice il sì per no senza vergogna,è al centro della ribalta. Lui anzi se n’è già reso padrone, e domina incontrastato la scena. Perché la scena è già sua,letteralmente di sua proprietà,ed anzi da lui prodotta. Ché le fantasie degli Italiani si sono alimentate di televisione,e questa è soprattutto sua . Gli era stata data in comodato d’uso, affinché l’amministrasse per conto del politico Craxi. Ma allorchè questi giace in un letto, ad Hamamet, seppellito da chili di monetine lanciategli dagli Italiani in uno dei loro pochi momento d’indignazione,non c’è più nessuno cui bisogna dare conto. La sovranità del grande venditore,che è un po’ nella natura delle cose (delle cose della società di mercato), si ricompone e può dispiegarsi appieno. E la destra italiana quella che si picca di essere “liberale”,perché produttiva,ed anche “laica”,talvolta perché “moderna” e “riformista”, si bea ad adorarlo a bocca aperta e gli offre il proprio destino. E’ facile poi essere anticomunisti quando il comunismo non c’è più. Il patto è siglato, il contratto è firmato, e c’è il Gran Giornalista a fargli da maestro di cerimonie.

Trono ed altare nuovamente. Chiesa e ricchezza come nuovi valori. Lo proclama Giuliano Ferrara. Si può essere nuovamente puttanieri, ed atei,e buoni cattolici. Come ai vecchi tempi. Come ai tempi di quell’altro. Di quello che riempiva del suo mascherone,e delle sue “minchiate”.dunque della sua virilità sempre eretta,tutto il paese(cfr.Eros e Priapo di Gadda).

Questa è la destra italiana. La miscela è esplosiva. Si mette insieme e si agita sceccherando la nostalgia fascista con i fantasmi etnici della Lega,il culto della Ricchezza smodata e del corpo sempre giovane,la mania dei culi (le veline..) e della potenza del capo con la difesa dell’embrione come “persona”. Si mette insieme il crocefisso nelle scuole e la pornografia di Villa Certosa,il culto di padre Pio e della Sacra Sindone e i festini a Palazzo Grazioli. Ce n’è per tutti . Tutto si tiene maledettamente,per la soddisfazione del piccolo borghese e della plebaglia nella quale è stato ricacciato l’orgoglioso proletario d’ un tempo glorioso. C’è solo un piccolo problema: ci sono le leggi, i giudici,e quella maledetta Costituzione “sovietica” del ’48. Un’anticaglia.

Questi sono i “ moderati” della nuova Italietta . Ma questa è canea, “Vandea” (come dice Scalfari). Peccato che dall’altra parte non c’è nessuna “convenzione”,nessun Danton. Il nostro Novantatre’ è solo quello “bianco”. Il tricolore è roba di cinquant’anni fa –dice il figlio di Bossi. Del resto forse che Fazio ( da governatore della Banca d’Italia) non frequentava le messe in suffragio dei soldati papalini morti a difesa di Porta Pia ?

Questa destra però vince e rivince, ma lo fa “in hoc signo “, nel segno del Biscione, vale a dire del Cavaliere e delle sue televisioni (tutte cioè). Questa destra è stata da lui resuscitata ed è costretta a tenerselo,tenendoselo comunque con entusiasmo e con profitto(qualche orologio,qualche ministero,qualche onorevole europeo,molti appalti e “grandi opere” un magnifico Suv) E’ ciò che lega insieme: post-fascismo,”etnicismo” egoistico e razzista,cattolicesimo antimodernista,ed un ipocrita laicismo di facciata,imperniato nell’esaltazione anacronistica ed acritica della “società aperta” ( cioè dell’apertura,meglio della resa al privilegio dei poteri forti e del capitale senza controlli) In quest’inverosimile e pur efficace paradigma Hayek e la “scuola austriaca” danno la mano ad Almirante e a Don Giussani,sotto lo sguardo benedicente di Bossi. Garibaldi è bandito così come Matteotti. L’impossibile saldatura si dà a Palazzo Grazioli(significativamente situato accanto,ma proprio accanto a Palazzo Venezia). Patrizia D’Addario , se solo si fosse distratta un momento,avrebbe potuto infilare il portone da cui passava Claretta.

E’ a palazzo Grazioli che c’è la “grana”, i“soldi veri “ reclamati dalla Marcegaglia dove ci sono la pompa e la fiera della vanità e dove si controlla la stampa e televisione: Senza gli “sghei” e gli “sgherri” mediatici (ma quanti sono..!) di Pantaleone, gli altri,gli alleati, gli altri pezzi di questa destra, si dovrebbero riaffaticare e di nuovo penare alla ricerca di qualche osso da rosicchiare,e non è difficile prevedere che ritornerebbero a litigare. E’ il corpo rifatto e mistico del Cavaliere il pegno e il Santo Graal di questa destra Che va dove va Lui,e poiché –come tutti- va verso la fine (“ vanitas vanitatum”-diceva Padre Cristoforo; ma ce n’è qualcuno oggi in giro disposto a presentarsi a Palazzo Grazioli ? ), non sopportandolo come cosa che non si addice alla sua sovranità,tenterà il tutto per tutto, il “salto mortale”, l’ultima festa,la festa della notte della repubblica.

Dicasi la riforma della Costituzione.

Ciò è lugubremente preparato dalla rottura della convivenza civile che è tenacemente perseguita dai genieri della Lega. Il leghismo di Adro, con la sua stolida mancanza di empatia verso l’altro ed il diverso,rappresenta la fase terminale del berlusconismo. Il bel paese viene finalmente fatto esplodere ,

chè sono state fatte brillare le cariche poste sotto i ponti della solidarietà nazionale. Viene trucidato il senso di civiltà e il piacere della conversazione col vicino e lo sconosciuto che caratterizzava la nostra italianità e ne era l’ultimo vanto. Qui si tocca con mano la vera decristianizzazione del paese; qui la “cristofobia” chè non c’è pietà per il”povero cristo”.

La Lega e Berlusconi ci trasformano tutti in delatori contro l’extracomunitario,in cacciatori di taglie,tutti in “caporali” ; gli uomini rimangono gli altri,quelli della pelle scura e dal velo in testa. Li si maltratta,li si umilia,li si espelle da paesini e campagne del Lombardo-Veneto. Ma con loro si espelle e si umilia quell’italianità di cui andavano ancora fieri,fatta di senso dell’umore ( ma le “camicie verdi “ e le ampolle d’acqua del Po è da tempo che l’hanno appannato),di ospitalità,di simpatia per il disgraziato,di una narrazione di noi stessi in cui c’era, centrale,un episodio di immigrazione e di miseria.

Verso questo va la destra. E’ questo il salto mortale: la triplice rottura dell’unità nazionale,della civiltà della convivenza,dello Stato di diritto. Il passaggio necessario è la riforma e l’affondamento definitivo della Costituzione repubblicana. Tranne che …..Tranne che non si approssimi un venticinque luglio. Che forse in parte,e in scala minima, c’è già stato, con uno scatto di reni di Fini,quello che sembrava il “delfino “ del Capo ed era deputato a fargli da spalla nella conquista del Quirinale.

L’anomalia nostra, di quest’Italia degli anni Dieci ,si riassume in poche parole. E’ contenuta nellla seguente litania : “ meno male che Fini c’è,meno male che Fini c’è”……

=============================

======================== critica liberale=================( massimo la torre )

( interventi,commenti ,critiche saranno pubblicate –inviare a  scarpinos@alice.it

Dove va La destra

Si potrebbe sostenere che le sorti di una nazione siano quelle che sono in proporzione diretta con le qualità e le virtù della sua destra. Storia e destini ben diversi sono quelle del partito di Churchill e della cricca di von Papen, o – più vicino a noi- di de Villepin e di Bossi. Sotto questo aspetto l’Italia,passata la stagione risorgimentale della “destra storica “,non è mai più stata fortunata. Dopo Minghetti vennero i Sidney Sonnino ed i Salandra,ed infine la catastrofe del fascismo. Con la quale la destra ,ma anche la sinistra,non fecero mai veramente i conti,preferendo sottolineare (nel caso della sinistra)una narrativa di rivolta come riscatto,oppure (nel caso della destra) ficcando lo sporco rimasto sotto il tappeto del salotto rifatto. Arrivò dunque la DC e la destra , con poche eccezioni (lodevoli e no), si rifugiò comodamente in essa. Ma quella era un partito di partiti da ambizioni forti e “cattoliche”(universali); gli spiriti animali sopravvissuti alla decomposizione del fascismo ne risultavano in qualche modo come imprigionati, compressi,controllati. La DC non può riassumersi solo come partito di destra, pur essendolo stato in proporzioni amplissime. Era qualcosa e forse molto di più; possedeva un certo ethos ( come suona strano dirlo oggi!) che occultava e mascherava,rimasticava e digeriva quegli spiriti cattivi.

Venuta meno la grande “balena bianca” e con essa gli altri partiti storici del centrodestra e del centrosinistra,le rigidità ideologiche e i vincoli della tradizione saltano completamente dal giorno alla notte. Trionfa la “pancia “ e con essa gli spiriti animali che riaffermano la loro forza. I vizi e i peccati, l’nvidia,la rabbia,l’ingordigia, la vanità ,la lussuria,hanno dalla loro la carne e il sangue, e le virtù sembrano esangui per far loro fronte. E’come se d’un tratto non fosse più Gramsci ma Gelli il vero ideologo italiano. Non più Forlani e Craxi ma ancora il venerabile ed i suoi accoliti a dettare l’agenda politica. E si sogna e si vuole la rivincita.

Quella stessa che prova a riscrivere la storia degli anni precedenti(vedi l’esemplare caso Sofri e la “canonizzazione” del commissario Calabresi).Il rancore è tanto,perché tanta è stata la paura di perdere ,tanto,tutto. Tanto è stato lo sforzo di camuffarsi,di rimettersi un vestito civile,che ora si vuole nuovamente un po’ d’orbace. Tanta è stata l’umiliazione che è arrivata l’ora di sottomettere e prevaricare a viso aperto. Berlusconi è espressione di tutto questo(che ribolliva in una rivista per esempio come “Il Borghese” e nella posta di Montanelli). Ora basta !- e ci si chiama a raccolta. Berlusconi è espressione di tutto ciò ed ovviamente di altro ancora.Si tratta in questa “rinascita” o rifondazione della destra italiana di quattro forze che si manifestano e si coagulano e si accordano sulle ceneri ancora fumanti della DC. Ci sono i post-fascisti,una parte non indifferente della cultura politica italiana, specie nel Meridione. Finalmente sono sdoganati e non devono più vergognarsi del loro passato. E’ ora possibile a qualcuno col cognome di Mussolini di portarlo in giro come una bandiera e di costruirci attorno una carriera politica. Ci sono quelli della “supremazia” settentrionale,concentrati nel Veneto ,una volta disgraziati ed ora villani rifatti ed arricchiti,che si guardano l’ombelico e lo trovano bellissimo,anzi il centro dell’universo. Finita la paura comunista e la fame che li spingeva ad emigrare e far gelati in Germania o le servette a Roma, i “ terroni “ ritornano ad essere tali,ed il razzismo sopravvissuto alle bandiere rosse e bianche ,si rialimenta del proprio successo economico,delle case sulla riviera ligure,delle vacanze in Tunisia, ed ovviamente del macchinone.